mercoledì 22 dicembre 2010

Coerenza, speranza e carità



Domenica, centro storico chiuso per Presepio Vivente dalle zero alle ventiquattro.
L'incavolatura per essere tappata in casa cede il passo davanti allo spettacolo del Popolo di Dio appiedato e caracollante sulla neve ghiacciata.

Mi metto alla finestra per osservare meglio.
Silenzio.
Pace.
Quasi quasi mi manca il solito Cayenne lasciato in terza fila a chiudere il passaggio ai residenti.

Sulla Piazza, i Fedeli seguono attenti la storia di una giovane donna in attesa di un figlio, in un paese straniero. Cerca un alloggio, è stanca, è arrivato il momento.
Non ha denaro, quindi nessuno l'aiuta, e finisce per partorire in una stalla.

Succedesse oggi sarebbe la prima notizia su Italia1.

Poco dopo, fuori dalla chiesa, a tre gradi sotto zero, un uomo dalla pelle scura con una giacchetta malconcia porge il cappello ai passanti.
Tutti lo scansano, indispettiti, ed entrano dritti e orgogliosi nel Tempio.

Per me, non hanno capito un cazzo.

1 commenti:

Charlie68g ha detto...

Ci vorrebbero meno gesti eclatanti e più opere semplici