domenica 30 dicembre 2007

Happy New Year!!!


Ecco il mitico Tronchetto di Natale di Annina.
Quando l'ho visto sono rimasta talmente ammirata che l'ho praticamente costretta a permettermi di pubblicare la fotografia.



I migliori auguri di felice anno nuovo a tutti i bloggers!!!


domenica 16 dicembre 2007

Non chiamatelo "spumante"!


Per capire a fondo il Franciacorta probabilmente bisogna farsi un giretto in Franciacorta.




















(immagine tratta da www.stradadelfranciacorta.it )


Una piccola regione tra la città di Brescia, il lago d'Iseo e il fiume Oglio, un angolo di natura in un territorio intensamente industrializzato.

L'ultimo posto dove ti aspetteresti di trovare vigneti, antiche ville, monasteri.

Ambiente tecnologicamente avanzato, qui anche la produzione del vino è studio, è rigore, è scienza. Il Franciacorta è il prodotto di quella scienza, che si apprezza al meglio visitando le cantine.

Non ci si trova certo la bollicina senza pretese, lo spumantino del buon contadino... anche il più piccolo dei produttori ha alle spalle un percorso, uno studio approfondito, dall'impianto della vigna fino alla commercializzazione del prodotto. Tutto all'insegna dell'alta qualità, controllata e verificata costantemente dal consorzio.

Perché se è vero che già alla fine del 1500 nella zona ci sono memorie di produzione di “vini mordaci” - o spumeggianti - la tradizione si perde nel nulla...

Fino al 1961, quando Guido Berlucchi produce le prime 3.000 bottiglie dello spumante “metodo classico” (lo stesso dello Champagne). Solo allora si può cominciare a parlare di Franciacorta.

Il procedimento è complesso, e prevede varie fasi:

  • Vinificazione di base in acciaio: identica a quella dei “vini tranquilli”;

  • Assemblaggio: unione di vini di diversi anni (cuveé) o di una sola annata che presenti una qualità particolarmente elevata (millesimato);

  • Imbottigliamento con la liqueur de tirage: aggiunta di lieviti e zucchero di canna, per produrre l'anidride carbonica (6 atmosfere per il brut, 4,5 per il satèn);

  • Accatastamento e affinamento: le bottiglie vengono accatastate a testa in giù in cantina, e vi restano per almeno 18 mesi (30 per i millesimati);

  • Remouage: le bottiglie vengono poste su cavalletti (pupitres), ruotate ed inclinate di 1/8 di giro al giorno, in modo da far convergere i lieviti residui sul collo della bottiglia. Un tempo questo lavoro veniva effettuato completamente a mano da personale specializzato: un addetto poteva ruotare anche 20.000 bottiglie al giorno! Oggi molti utilizzano appositi macchinari – il risultato è il medesimo, ma non ha certo lo stesso fascino...

  • Dégorgement: il collo della bottiglia, contenente i residui, viene congelato; la bottiglia viene stappata e, per effetto della pressione la parte ghiacciata viene espulsa;

  • Dosaggio: per effetto del dégorgement la bottiglia dev'essere rabboccata; per questo viene aggiunta la liqueur d'expedition, che può contenere zucchero, miele, vino invecchiato... La liqueur dà l'impronta caratteristica di ciascun Franciacorta, e fa in modo che non ve ne sia uno uguale all'altro: le ricette sono infatti uniche e soprattutto segretissime! A seconda degli zuccheri contenuti nella liqueur si avrà l'extra brut (residuo zuccherino inferiore a 6 g/l), il brut (inferiore a 15 g/l), o il demi-sec (33-50 g/l). Se non viene aggiunta la liqueur si ha il pas dosè, particolarmente secco.

  • Tappatura: con l'apposito tappo a fungo e la gabbietta per evitare la fuoriuscita accidentale.

Le tipologie principali sono il Brut, il Satèn Brut, con un perlage più fine, che lascia una sensazione “setosa” sul palato, e il Rosé.

Si beve sia come aperitivo che a tutto pasto. Si sposa deliziosamente con formaggi e salumi. L'importante è non rovinarlo abbinandolo ai dolci...

Un consiglio (da profana che sono) per il brindisi di Natale?
Tra tutti quelli che ho provato mi sento di consigliare il Bellavista Brut, il Gatti Satèn, il Contadi Castaldi Satèn, il Monte Rossa Rosé, o - per chi avesse voglia di fare un po' di strada – i vini di alcune piccole aziende con un buon rapporto qualità/prezzo, come la Longhi De Carli, la Montina, lo Sparviere...


Dimenticavo... nel 1967 il Franciacorta ottiene la DOC, e nel 1995 la DOCG – con il divieto assoluto, stabilito dal disciplinare, dell'uso della parola “spumante”.


In Europa sono solo tre i vini con rifermentazione in bottiglia a poter essere chiamati con il nome della zona d’origine: il Cava spagnolo, lo Champagne e, appunto, il Franciacorta.

Quindi - per favore - non chiamatelo “spumante”!!!


Per informazioni:

www.franciacorta.net

www.stradadelfranciacorta.it


Ricette d'amore #1


Ri-pubblico la ricetta del Filetto alla Bismark, che come inizio non mi sembra male...

Filetto alla Bismark Bafo's style

Ingredienti:

una fetta di filetto, un uovo e una fetta di pan carrè per persona, burro, tartufo.

Rosolare in abbondante burro il filetto, e cuocerlo a piacere (io lo preferisco al sangue). Nello stesso burro rosolare il pancarrè, poi friggere le uova (con il coperchio).
Presentare così:





- fetta di pane
- carne
- uovo
- spolverata di tartufo a scaglie.




Assaggiato per la prima volta alla Trattoria Amici del Bafo di Via Milano, Brescia, che consiglio vivamente a tutti i viziosi amanti del tartufo...