domenica 18 maggio 2008

Il pirlo della Ma'


Non sono sparita... solo alle prese con le fasi finali della ristrutturazione della mia casetta nuova.
Tra idraulici, elettricisti, tinteggiature fai-da-te e quintali di polvere, non ho molto tempo per il blog, ma neanche per cucinare, fotografare, fare la spesa...

Così mi trovo, di domenica mattina, a non avere quasi niente in casa, da offrire ad ospiti inattesi.

Per fortuna siamo in ora aperitivo, improvvisiamo...

Il pirlo della Ma'

1/2 bicchiere di spumante rosé
1/2 bicchiere di Aperol soda
succo di 1/2 arancia
ghiaccio
1 fettina della suddetta arancia e zucchero di canna per decorare il bordo del bicchiere

Servire con olive verdi e salatini o pizzette.

E per chi non conoscesse il pirlo, aperitivo bresciano per eccellenza, qui può farsi una "cultura"!!!
Altro che spritz...



sabato 26 aprile 2008

Mònega e Scaldaprete


Sul blog di Marcella ho scoperto un'altro nome di questo antico scaldaletto, una specie di slitta in legno con dentro un braciere.

Quello che in Lombardia si chiama Mònega, cioè “Monaca”, in altre regioni viene chiamato “Scaldaprete”!!!

(foto di M. Prandi, dal sito www.istitutopontevaltellina.it)






domenica 20 aprile 2008

La mia "Vinitaly Top Ten"


Dopo un paio di settimane dal Vinitaly 2008, finalmente mi decido a postare la mia “top ten”, le dieci aziende che più mi hanno colpito di questo tour de force beverino.

E' stato difficile isolare dieci nomi e solo dieci, tra tutti gli ottimi vini che abbiamo degustato: ho deciso per questi, per l'impegno e la passione che mi hanno trasmesso.

Lombardia:

Majolini: Mi hanno ammaliato il Pas Dosè, e la galanteria... non ricordo di aver mai ricevuto un baciamano prima d'allora!

Enrico Gatti: Eccezionalmente ci fa assaggiare il Satén in odore di premio... solo per questo merita una menzione!!!

Nino Negri: Lo Sfursat non delude mai, il 2004 non fa eccezione; accoglienza calorosa anche per i non addetti ai lavori.

La Brugherata: Bellissima azienda, merita una visita (ci sono stata un paio d'anni fa). Eccelso il loro Moscato di Scanzo.


Veneto:

Boscaini Carlo: Notevoli sia l'Amarone che il Ripasso ed il Recioto; ineguagliabile la simpatia genuina del titolare.


Friuli:

La Tunella: Il Picolit merita un assaggio, il Noans è una vera scoperta.


Piemonte:

Rizzi: Stupendo il Barbaresco, anche migliori – per quanto possibile – l'accoglienza e la professionalità del dott. Enrico. L'azienda ha anche un Bed & breakfast, conto di andarci al più presto!


Trentino:

Zeni Roberto: Il Moscato Rosa è un elisir inebriante... ed il titolare è prodigo di spiegazioni come di degustazioni!


Abruzzo:

La Quercia: tre giovani soci, una piccola realtà con ottimi risultati, specialmente nel Montepulciano.


Toscana:

Lecceta del Sarto: piccola azienda familiare tosco-milanese, una delle poche presenti con agricoltura biologica. Ottimo il Morellino di Scansano.


Fuori concorso:

Premiata Acetaia Vittorio Ferioli: Se (come me fino a due settimane fa) conoscete solo l'aceto balsamico del supermercato, fateci una capatina: mi ha aperto un mondo...


Per la cronaca, la Lombardia la fa da padrona solo perché ci ho passato più tempo: conosco meglio le aziende e le tecniche di produzione, quindi avevo più argomenti di conversazione...
E le Regioni che non ho citato, non si offendano! Semplicemente non ho avuto la forza per visitarle: ho dato forfait suppergiù dalle parti della Toscana. Perciò... all'anno prossimo!

La cosa bella è che, nonostante il quantitativo enorme (ma veramente enorme) di alcool che ho ingurgitato, e dopo aver "mescolato" (seppur in progressione) bianchi, rossi e passiti... il giorno dopo ero una rosa.
Potere del vino buono!

mercoledì 9 aprile 2008

Sono sull'Eco di Bergamo!



Due delle mie ricette sono state pubblicate domenica scorsa su "Cover", un magazine allegato all'Eco di Bergamo, in un articolo intitolato "Pane blog e fantasia".

Purtroppo è uscito solo in provincia di Bergamo... ma per fortuna sono riuscita a farmene mandare una copia.

Ringrazio infinitamente i giornalisti che mi hanno contattato per la pubblicazione, ed il gentilissimo ragazzo che me l'ha spedito: vedere gli "Ossibuchi alla Bresciana" su un giornale di Bergamo... non ha prezzo!!!


domenica 6 aprile 2008

Fuori i nomi!


Sabato mattina, aspettando il treno per Vinitaly ho comprato l'Espresso, incuriosita dal titolo: “Velenitaly.

Mega scoop che mette a nudo una serie di falsificazioni, dal vino, al pane, all'olio del nostro Bel Paese. Leggo il titolone e penso: ma quali cinesi, siamo noi i primi taroccatori dei nostri prodotti!!!

Poi passo agli articoli.

Il primo riguarda un'operazione di due procure della Repubblica, che hanno scoperto che in "70 milioni di litri messi in vendita nei negozi e nei supermercati come vino a basso costo anche dei marchi più pubblicizzati del settore” ci potrebbero essere concimi, sostanze cancerogene, persino acido muriatico.
Venti aziende coinvolte, una in provincia di Brescia.

Ma quali aziende, chi??
C'è riserbo, le indagini sono ancora in corso. Di certo solo una cantina di Veronella, già coinvolta nello scandalo del metanolo dell'86 (eh, come???? possibile che questo facesse ancora vino???).
Ma anche altre. Quali? Non si può dire.
Sequestri? Sì, ma, “è impossibile rintracciare tutte le bottiglie”.

Inquietante.


Giriamo pagina. “Nel Brunello c'è il tranello” - bel titolo davvero. Sembra che alcune aziende abbiano spacciato Cabernet per Sangiovese. Ooooh...
Montepulciano per Chianti. Aaaah...
E giù nomi.
La tale e la tal'altra grande azienda, fino al 20% di Cabernet e Syrah ad ammorbidire il Brunello per conquistare il mercato americano. Vanno puniti: “chi ha sbagliato la pagherà cara”.

Sono sgomenta. E arrabbiata.


Non riesco a capire perché dev'essere tutelata la privacy di delinquenti che mettono acido cloridrico nel vino, mentre ci si straccia le vesti per un po' di cabernet nel Brunello, con tanto di nomi e cognomi e marchi.

Certo, ci hanno fregato soldi, o meglio “vi” hanno fregato – perché non ho mai comprato un Brunello in vita mia.
Ve li farete restituire, e magari imparate la lezione, non comprare più un vino solo perché ha "il nome"... però... in fondo, nessun danno alla salute, niente di così grave. Eppure...


Pare che in Italia si tuteli di più il portafoglio che la pelle dei cittadini.
Sembra quasi che chi compra il vino da un euro se lo meriti, di trovarci le polverine invece dell'uva.
E che quel vino sia ancora lì, sugli scaffali, è un dubbio che tormenta.

Per questo chiedo alle Associazioni dei Consumatori di intervenire, di far sputare i nomi di chi avvelena le persone. Di inaugurare una nuova “class action”, nel nome di tutti coloro che si sono bevuti e forse stanno ancora bevendo sostanze “che non uccidono subito, ma lo fanno progressivamente, in modo subdolo”.


Ma intanto che fare? Come essere sicuri di non essere in pericolo?

Io la mia soluzione ce l'avrei.
Per prima cosa non credo che si possa fare vino sotto un certo prezzo – personalmente il limite lo quantifico sui cinque euro.
E non credo che un prezzo altissimo sia sinonimo di enorme qualità. Oltre una certa soglia è immagine, pubblicità, autocompiacimento. La mia soglia massima è trenta-trentacinque euro.

Ma il miglior modo di scegliere non è il nome, né il prezzo, né la guida.

E' guardare in faccia chi fa il vino che bevo. Fa. Non "produce".


E giro, incontro, chiedo, ascolto.
Cerco la passione negli occhi, il lavoro nelle mani, l'uva nel cuore.



mercoledì 2 aprile 2008

meno due


Mancano solo due giorni!!!

Eh, sì, perchè...


... sabato,

la Ma'...


... è QUI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



sabato 22 marzo 2008

Libiamo, ne' lieti calici...

Oggi, giornata mondiale dell'acqua, per ricordare quanto sono fortunata, rispetto ad oltre un miliardo di persone che non ha accesso all'acqua potabile, ho fatto un bel brindisi a base di...

... acqua del rubinetto!!!

Che c'è di strano?

C'è che da tanti e tanti anni non la bevevo più, sostituita con l'acqua minerale - nonostante i quattro piani senza ascensore ed i sensi di colpa davanti ai mucchi di rifiuti plastici che quotidianamente producevo.

Questo perché, nonostante al mio paese l'acqua sia eccellente - una sorgente già apprezzata dagli Antichi Romani, che costruirono un acquedotto per portarla giù a Brixia - sembra che l'allacciamento provenga direttamente dalla piscina comunale!!! Bleah!!!

Qualche giorno fa, su Ebay, il mio compagno ha trovato questa:



(la foto è presa dal sito del produttore)

ieri è arrivata... e funziona!!!
Toglie l'odore ed il sapore di cloro, lasciando solo pura e buonissima acqua.

Con circa 15 euro (e 3 euro al mese per i filtri) ho risolto il problema dell'acqua, parte delle fatiche quotidiane e, soprattutto, i sensi di colpa.
Basta così poco!!!

Buona Pasqua a tutti!!!